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Il lavoro sportivo dilettantistico in Italia
Lo sport come bene sociale e lavoro invisibile
(Analisi su dati RASD – Rapporto Sport 2025)
Il Rapporto Sport 2025 conferma il ruolo centrale dello sport nel tessuto sociale ed economico del Paese, riconoscendone il valore in termini di salute pubblica, inclusione sociale, educazione e coesione territoriale. Accanto alla crescita della pratica sportiva e alla diffusione capillare dello sport dilettantistico emerge tuttavia con forza una contraddizione strutturale che non può più essere ignorata. Il sistema sportivo italiano, in particolare quello dilettantistico, si regge su una vasta platea di lavoratrici e lavoratori caratterizzati da precarietà, frammentazione contrattuale, bassi redditi e debolezza delle tutele. Il lavoro che rende possibile lo sport come bene pubblico resta in larga parte invisibile e sottovalutato.
La presente relazione intende porre al centro dell’analisi il lavoro sportivo dilettantistico, utilizzando i dati ufficiali del Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche e del Rapporto Sport 2025, con una lettura critica orientata alla tutela del lavoro e alla responsabilità politica delle scelte che oggi regolano il settore.
Il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche rappresenta oggi l’anagrafe ufficiale del sistema sportivo di base. Nel 2024 risultano iscritte oltre 107.000 associazioni e società sportive dilettantistiche, con più di 12,3 milioni di tesserati. Il RASD ha introdotto un elemento di trasparenza amministrativa in un settore storicamente segnato da informalità e opacità, rendendo finalmente tracciabili organizzazioni, tesseramenti e rapporti di lavoro. Allo stesso tempo, però, il Registro fotografa in modo inequivocabile la forte dipendenza del sistema sportivo dilettantistico dal lavoro di centinaia di migliaia di persone, spesso sottopagato, discontinuo e privo di reali prospettive di stabilizzazione.
Dal punto di vista metodologico, il Rapporto Sport 2025 chiarisce che sono state considerate tutte le comunicazioni trasmesse tramite RASD nel periodo compreso tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2025 e che rientrano nell’analisi tutti i lavoratori sportivi con contratti di collaborazione coordinata e continuativa per i quali almeno una parte del periodo contrattuale ricade nell’anno 2024, indipendentemente dalla data di inizio o di fine del rapporto di lavoro. Ne consegue che il dato non rappresenta occupazione stabile o media annua, ma una platea cumulativa di persone coinvolte nel corso dell’anno, evidenziando in modo ancora più netto la natura frammentata e intermittente del lavoro sportivo.
Sulla base di questi criteri, nel 2024 risultano oltre 471.000 lavoratori sportivi che hanno attivato almeno una collaborazione con associazioni o società sportive dilettantistiche. Questo numero dimostra in modo definitivo che il lavoro sportivo non è un fenomeno marginale, accessorio o residuale, ma una componente strutturale del mercato del lavoro italiano. Si tratta di una massa critica di lavoratori che garantisce quotidianamente l’accesso allo sport di base, svolge funzioni educative, sociali e di inclusione e contribuisce in modo determinante al benessere collettivo, operando però in condizioni di forte insicurezza reddituale e contrattuale.
La distribuzione dei redditi da lavoro sportivo certifica la natura fragile di questo modello. Quasi la metà dei lavoratori sportivi percepisce meno di 5.000 euro annui, una soglia che non consente autonomia economica né continuità contributiva. Solo una quota limitata si colloca nella fascia intermedia dei redditi, mentre poco più di un terzo supera i 15.000 euro annui. Questo quadro evidenzia una polarizzazione profonda e l’assenza di un vero ceto medio del lavoro sportivo. Per una parte rilevantissima degli addetti, il lavoro sportivo è formalmente riconosciuto come lavoro, ma sostanzialmente povero, incapace di sostenere una progettualità di vita e di lavoro nel medio-lungo periodo.
L’analisi per età rafforza ulteriormente una lettura critica già emersa. La fascia d’età più rappresentata tra i lavoratori sportivi è quella compresa tra i 18 e i 25 anni, che da sola copre oltre un quarto del totale. L’età media complessiva si colloca intorno ai 38 anni, ma con una forte concentrazione nelle fasce più giovani. Questo dato indica che lo sport dilettantistico attira moltissimi giovani e offre loro prime esperienze di lavoro, spesso presentate come occasioni formative o di passione. Tuttavia, il sistema non costruisce percorsi di stabilizzazione né carriere professionali strutturate. Il rischio concreto è che lo sport diventi una vera e propria trappola occupazionale giovanile, un settore che consuma lavoro giovane senza trasformarlo in occupazione dignitosa, alimentando una rotazione continua di lavoratori sempre nuovi e sempre fragili, costretti a uscire dal settore con l’avanzare dell’età.
Questa dinamica appare ancora più evidente se si considera la dimensione di genere. Il lavoro sportivo è svolto prevalentemente da uomini, ma vede una presenza femminile significativa, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Le donne presentano un’età media inferiore rispetto agli uomini, segnale di una fuoriuscita più rapida dal settore, spesso legata all’impossibilità di conciliare redditi bassi, discontinuità lavorativa e assenza di tutele con le esigenze della vita adulta. Il lavoro sportivo risulta quindi giovane, povero e instabile, con una penalizzazione doppia per le donne, che sperimentano maggiore precarietà e minori possibilità di permanenza e crescita professionale.
La distribuzione territoriale dei lavoratori sportivi conferma ulteriormente la presenza di disuguaglianze strutturali. Le regioni economicamente più forti e demograficamente più popolose concentrano il maggior numero di lavoratori sportivi, mentre le regioni più piccole e il Mezzogiorno presentano numeri più contenuti, senza tuttavia differenze sostanziali nella qualità delle condizioni di lavoro. In tutte le regioni italiane si riscontrano età medie simili, una netta prevalenza maschile e una presenza femminile mai maggioritaria. Le differenze territoriali non riguardano soltanto il numero degli addetti, ma anche la capacità dei territori di offrire opportunità di lavoro meno frammentate, confermando che il lavoro sportivo è fragile ovunque, ma lo è ancora di più laddove il tessuto economico è più debole.
Il Rapporto Sport 2025 mette così in luce una contraddizione che non può più essere rimossa. Da un lato, lo sport dilettantistico è riconosciuto come strumento fondamentale di coesione sociale, salute pubblica e inclusione; dall’altro, il lavoro che lo rende possibile continua a essere considerato residuale, accessorio o semi-volontaristico. Il dato dei 471.000 lavoratori sportivi dimostra che non si tratta di un fenomeno marginale, ma di una componente strutturale del sistema, che richiede riconoscimento pieno, diritti esigibili e tutele reali.
Il RASD ha ampliato la capacità di controllo e monitoraggio dello Stato sul settore, consentendo di censire associazioni, tesserati e lavoratori. Tuttavia, alla crescita della capacità di tracciamento amministrativo non corrisponde ancora un adeguato rafforzamento delle tutele per chi lavora. Il rischio evidente è che il Registro si trasformi in uno strumento di controllo senza una reale traduzione in miglioramento delle condizioni materiali di lavoro, normalizzando e istituzionalizzando la precarietà.
Dai dati del Rapporto emergono con chiarezza alcune implicazioni politiche non più rinviabili. Il lavoro sportivo dilettantistico non è episodico, ma strutturale. La riforma del lavoro sportivo rischia di cristallizzare forme di lavoro povero e discontinuo se non viene accompagnata da interventi su livelli retributivi minimi, continuità contributiva e riconoscimento professionale. Il valore sociale dello sport non può continuare a essere sostenuto scaricando i costi economici e sociali sui lavoratori, sulle famiglie e sul sistema di welfare generale.
Il Rapporto Sport 2025 certifica che il lavoro sportivo coinvolge soprattutto giovani, non garantisce stabilità con l’avanzare dell’età e penalizza in modo particolare le donne. Questo non è un settore leggero o marginale, ma un settore che utilizza lavoro giovane e femminile in condizioni di debolezza strutturale. Ignorare questi dati significa accettare consapevolmente che lo sport, pur dichiarandosi inclusivo e sociale, produca disuguaglianza e precarietà.
Allegati:
Allegato tecnico A – Dati regionali sui lavoratori sportivi
Rapporto Sport 2025 – (ICSC/Sport e Salute)
Maria Cecilia Morandini nominata Presidente della Confederazione Italiana dello Sport-Confcommercio Imprese per l’Italia
“Costruiremo strumenti concreti, moderni ed efficaci per sostenere la crescita del settore sportivo”, ha dichiarato la Presidente; focus su applicazione uniforme del CCNL e rafforzamento del rapporto strategico con Confcommercio
L’Assemblea della Confederazione Italiana dello Sport – Confcommercio Imprese per l’Italia ha eletto Maria Cecilia Morandini quale nuova Presidente. Avvocato, consigliera nazionale del CONI e Presidente di ASC – Attività Sportive Confederate, Morandini rafforza con questo incarico il proprio ruolo di riferimento nel panorama dirigenziale dello sport italiano.
Dall’attività presso la Federazione Pugilistica Italiana, a quella di coordinatrice regionale presso l’Associazione Italiana Avvocati dello Sport, successivamente Presidente della Safeguarding Office (Federazione Italiana di Atletica Leggera) e infine quella di Procuratore Federale Aggiunto presso Skate Italia.
“Essere stata eletta dall’Assemblea alla guida della Confederazione Italiana dello Sport è un grande onore e una responsabilità rilevante” ha dichiarato Morandini subito dopo la nomina. “Il settore sportivo sta attraversando una fase di forte trasformazione e necessita di regole chiare, strumenti operativi e soluzioni innovative. La piena e uniforme applicazione del CCNL è fondamentale per dare certezza alle imprese, tutela ai lavoratori e percorsi professionali solidi. Allo stesso tempo, intendiamo valorizzare e intensificare il rapporto con Confcommercio, partner strategico per la crescita del comparto”.
La nuova Presidente ha evidenziato come la sinergia con Confcommercio rappresenti “un moltiplicatore di opportunità” grazie alla rete nazionale, ai servizi dedicati e alle competenze territoriali capaci di supportare concretamente le realtà sportive con strumenti moderni, consulenza qualificata e iniziative condivise.
Nel programma della Presidente Morandini rimane centrale l’attuazione effettiva del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, riconosciuto come strumento cardine per la qualificazione del settore sportivo, la tutela delle professionalità e la competitività delle imprese.
Un ruolo importante sarà dedicato anche al potenziamento di EBISport, l’Ente Bilaterale del comparto: uniformare i livelli territoriali, ampliare le prestazioni, investire in welfare e rendere l’Ente sempre più vicino alle esigenze delle imprese e dei lavoratori rientra tra gli obiettivi prioritari.
Infine, grande attenzione sarà rivolta al rafforzamento della presenza territoriale, sostenendo i comitati locali, valorizzando le rappresentanze regionali e costruendo un coordinamento unitario che garantisca efficacia operativa e coerenza delle iniziative sull’intero territorio nazionale.
Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA CONFEDERALE ORDINARIA ED ELETTIVA – 17 novembre 2025
Il Vicepresidente Vicario,
VISTA l’urgenza per il rinnovo delle cariche istituzionali;
VISTO l’art. 14 dello Statuto Confederale, che attribuisce al Vicepresidente Vicario la
competenza a convocare l’Assemblea in caso di vacanza della Presidenza;
VISTO lo Statuto vigente e le deliberazioni assunte dai Soci Fondatori;
VISTE le avvenute elezioni degli organi nazionali di FIIS e ASC;
CONVOCA
In modalità videoconferenza l’ASSEMBLEA CONFEDERALE ORDINARIA ED ELETTIVA della Confederazione Italiana dello Sport – Confcommercio Imprese per l’Italia per il giorno 17 novembre 2025, alle ore 9,00 in prima convocazione e, all’occorrenza, il giorno 17 novembre 2025 alle ore 18,30, presso la Sede Confederale – Via Reno, 30 – Roma.
Torneo Nazionale ASC Calcio a 5 e Tennis 2026 – Per le Associazioni di categoria di Confcommercio
Finalità dell’evento
Organizzare un torneo nazionale di calcio a 5 e tennis, riservato alle Associazioni di Categoria di Confcommercio, come occasione di:
- rafforzare lo spirito di squadra e il networking tra i partecipanti;
- promuovere sport, benessere e socializzazione;
- valorizzare l’appartenenza al sistema Confcommercio.
Le fasi finali saranno ospitate in occasione della Conferenza di Sistema di Confcommercio 2026, garantendo massima visibilità e partecipazione.
Struttura del torneo
Discipline
- Calcio a 5 (maschile, femminile e misto)
- Tennis (singolare maschile, femminile e doppio misto)
Fasi
Fasi regionali (primavera – estate 2026)
- Tornei organizzati dai Comitati Regionali ASC in collaborazione con le Associazioni territoriali Confcommercio.
- Accesso alle finali per i vincitori regionali.
- Finali nazionali durante i giorni della Conferenza di Sistema 2026.
- Cerimonia di premiazione con presenza istituzionale Confcommercio e ASC.
Destinatari
Dirigenti, associati e dipendenti delle Associazioni di Categoria Confcommercio.
Coinvolgimento aperto e inclusivo, con possibilità di squadre/giocatori multipli per ogni categoria.
Organizzazione e servizi
Strutture sportive qualificate per calcio a 5 e tennis.
Contesto turistico di eccellenza, ideale per unire sport, networking e valorizzazione del territorio.
Comunicazione e visibilità
Branding congiunto ASC – Confcommercio.
Materiale promozionale (locandine, social media, newsletter interne).
Copertura mediatica locale e nazionale (stampa, web, TV sportive locali).
Storytelling dell’evento durante la Conferenza di Sistema.
Valore aggiunto
Integrazione tra sport, business e sistema associativo.
Promozione dei valori di benessere, collaborazione e identità associativa.
Creazione di un evento annuale replicabile e riconoscibile.
PROPOSTA DI PARTNERSHIP E COLLABORAZIONE
Chi Siamo
ASC – Attività Sportive Confederate
Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI e con finalità assistenziali, regolarmente operante anche con il riconoscimento del Ministero dell’Interno e del Ministero delle Politiche Sociali.
- Presenza nazionale con 104 Comitati Provinciali e Regionali.
- Oltre 930.000 tesserati e più di 7.000 sodalizi affiliati.
- Ogni anno oltre 500 manifestazioni sportive e culturali.
- Promuove lo sport di base, l’inclusione sociale e il fair play.
Confederazione dello Sport
Organismo di rappresentanza delle realtà sportive nazionali e territoriali. È titolare del CCNL Sport, garantendo tutele contrattuali e normative a lavoratori e imprese del settore. Promuove valori di legalità, inclusione e responsabilità sociale.
Obiettivi della Partnership
La collaborazione nasce dall’impegno congiunto di soggetti di primario rilievo nel mondo dello sport e del commercio locale, con l’obiettivo di integrare competenze, servizi e rappresentanza istituzionale.
La partnership intende valorizzare lo sport come motore di crescita sociale, economica e culturale, sostenendo imprese, associazioni e lavoratori attraverso strumenti concreti di tutela e sviluppo.
Obiettivi principali:
- Rafforzare l’integrazione tra sport, imprese e territorio.
- Incrementare la base associativa di tutte le realtà aderenti.
- Promuovere formazione certificata e percorsi di aggiornamento professionale.
- Offrire servizi specialistici per impianti sportivi (HACCP, DVR, DUVRI, sicurezza sul lavoro).
- Garantire tutele contrattuali e previdenziali attraverso il CCNL Sport ed EBISPORT.
- Condividere progetti, iniziative e percorsi di sviluppo.
- Promuovere iniziative comuni di welfare, salute e responsabilità sociale.
Attività Comuni
- Formazione certificata per dirigenti, operatori, imprese e lavoratori.
- Incremento associativo con strategie comuni di adesione e fidelizzazione.
- Servizi per impianti sportivi e consulenze in materia di sicurezza e igiene.
- Eventi sportivi e culturali condivisi a livello territoriale e nazionale.
- Campagne di comunicazione istituzionale per promuovere sport, salute e legalità.
Vantaggi per i Soci ASC
Dal 2026 i soci ASC potranno avvalersi, con la medesima quota associativa, non solo delle opportunità offerte dall’Ente, ma anche dei vantaggi e servizi proposti da Confcommercio, tra cui:
- Convenzioni locali per l’acquisto scontato di beni e servizi.
- Consulenze gratuite o a tariffe agevolate.
- Incontri informativi e corsi professionali.
- Agevolazioni sui corsi obbligatori (sicurezza, HACCP, somministrazione, ecc.).
- Redazione Documento Valutazione Rischi (DVR) e Manuale HACCP.
- Servizi di contabilità, gestione paghe, consulenza del lavoro e modelli 730 a tariffe agevolate.
- Ricerca di finanziamenti e contributi, presentazione domande a bandi europei.
Accordo ASC – Confcommercio Locali
- Adesione: ASC dichiara di voler aderire a Confcommercio a partire dal 1° gennaio 2026.
- Associazione contestuale: dal 1° gennaio 2026 i soci ASC risulteranno associati anche alle Confcommercio locali e potranno avvalersi di tutti i servizi e convenzioni.
- Contributo associativo: impegno a versare per ciascuna attività associata una quota da definire ogni anno da corrispondere entro il 31 gennaio.
- Promozione congiunta: Confcommercio e ASC promuoveranno l’attività associativa nelle province aderenti all’accordo.
Progetto: Sport & Benessere per il Sistema Confcommercio
Il progetto “Sport & Benessere per il Sistema Confcommercio” avrà l’obiettivo di favorire l’accesso a piscine, palestre, impianti polivalenti e strutture sportive affiliate ASC da parte dei dipendenti e dei soci delle Associazioni di Categoria Confcommercio. L’iniziativa promuoverà salute, benessere e socialità attraverso agevolazioni dedicate, creando un ponte concreto tra attività lavorativa, tempo libero e cura della persona.
Struttura del progetto
L’accordo tra ASC e Confcommercio definirà la creazione di una rete di impianti sportivi convenzionati che accoglieranno i beneficiari.
A livello territoriale, le singole associazioni aderiranno ampliando le possibilità di fruizione. Il progetto offrirà agevolazioni specifiche, tra cui sconti dal 15% al 30% su abbonamenti e ingressi, pacchetti family o aziendali, carnet ingressi e formule personalizzate per corsi e attività sportive.
Strumenti operativi
Saranno introdotti strumenti pratici per garantire semplicità ed efficacia: una card digitale ASC–Confcommercio, integrabile con la tessera socio, identificherà i beneficiari; inoltre sarà attivata una piattaforma online dedicata (o una sezione sui siti ASC/Confcommercio) che consentirà di consultare in tempo reale l’elenco degli impianti convenzionati e le agevolazioni disponibili.
Destinatari
Il progetto si rivolgerà a diverse categorie di beneficiari:
- i dipendenti delle sedi nazionali e territoriali Confcommercio;
- i soci delle Associazioni di Categoria e delle territoriali;
- i familiari diretti, per i quali i vantaggi potranno essere estesi.
L’iniziativa sarà inclusiva e mirerà a coinvolgere l’intera comunità Confcommercio.
Vantaggi per Confcommercio
Confcommercio potrà offrire ai propri dipendenti e associati un servizio ad alto valore percepito, favorendo il benessere psicofisico, con impatti positivi sulla produttività e sulla qualità della vita.
Il progetto rafforzerà il senso di appartenenza al sistema associativo e stimolerà coesione e partecipazione attiva alla vita della comunità.
Vantaggi per ASC e affiliati
Gli impianti affiliati ASC beneficeranno di un incremento dei flussi di utenti, di una maggiore visibilità e di nuove opportunità di promozione sul territorio. Inoltre, si apriranno possibilità di collaborazione con Confcommercio a livello locale, attraverso eventi sportivi, iniziative di welfare aziendale e progetti condivisi.
Confederazione dello Sport, ASC e FIIS presenti alla Conferenza di Sistema di Villasimius
Grande successo per il corner congiunto: alta affluenza, connessioni e nuove progettualità per la filiera sportiva.
Villasimius, 2–4 ottobre 2025 – La Conferenza di Sistema di Confcommercio si è chiusa con un bilancio entusiasmante per la Confederazione dello Sport, presente insieme ad ASC – Attività Sportive Confederate e FIIS – Federazione Imprenditori Impianti Sportivi con un corner espositivo che ha catalizzato l’attenzione dei partecipanti, generando numerose connessioni e sinergie di valore e aprendo nuove prospettive di collaborazione con imprese, istituzioni e stakeholder del mondo sportivo.Alla presenza dell’Avv. Maria Cecilia Morandini, Presidente A.S.C., l’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e coesione tra le realtà della filiera sportiva e il sistema Confcommercio.
L’edizione 2025, la prima della nuova Consiliatura di Confcommercio Imprese per l’Italia 2025–2030, ha costituito un passaggio strategico per il rilancio del settore, ponendo al centro temi come formazione qualificata, welfare, reti territoriali, sostegno alle imprese sportive e ai lavoratori dello sport.
Villasimius è stata un’agorà ideale per ascoltare, proporre e costruire alleanze concrete per tradurre le idee in azioni e progettualità condivise.
Come l’“albero” evocato in apertura della Conferenza, la Confederazione intende consolidare radici solide (valori, rappresentanza, qualità), rafforzare il tronco organizzativo (servizi, competenze, standard) e ramificare nuove opportunità (innovazione, cultura, territori).
Sono stati inoltre intensificati i rapporti con le Confcommercio locali, con l’obiettivo di costruire reti territoriali integrate per promuovere lo sport come leva di sviluppo economico, sociale e turistico, in coerenza con la visione di sistema della nuova Consiliatura.
Confederazione dello Sport – Associazione di Categoria Confcommercio Imprese per l’Italia, rappresenta e coordina le imprese e le organizzazioni dei servizi sportivi, promuovendo competitività, lavoro di qualità, innovazione e sostenibilità. È firmataria del CCNL Sport.
ASC – Attività Sportive Confederate – Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, impegnato nella diffusione della pratica sportiva, della formazione e della cultura del benessere.
FIIS – Federazione Imprenditori Impianti Sportivi – Federazione di rappresentanza delle imprese della filiera sportiva e impiantistica, impegnata nello sviluppo sostenibile e nell’innovazione del settore.
Villasimius, al via la Conferenza di Sistema 2025 di Confcommercio: presente la Confederazione dello Sport
Villasimius, 3 ottobre 2025 – Si è aperta ufficialmente ieri, 2 ottobre, presso il Voi Tanka Village di Villasimius, la Conferenza di Sistema 2025 di Confcommercio, evento centrale per il confronto e la definizione di strategie condivise a sostegno dello sviluppo economico e territoriale.
Tra i protagonisti della prima giornata, la Confederazione dello Sport ha partecipato con un proprio corner istituzionale, portando all’attenzione dei presenti le iniziative di collaborazione e supporto con il sistema confederale promossa congiuntamente alla FIIS – Federazione Nazionale Imprenditori e Impianti Sportivi e ASC – Attività Sportive Confederate.
L’obiettivo è quello di integrare competenze e creare una rete di servizi concreti a supporto delle imprese, delle associazioni, dei lavoratori e dei territori, valorizzando il ruolo strategico dello sport come leva di sviluppo economico e coesione sociale.
La partecipazione della Confederazione dello Sport alla Conferenza rappresenta un importante momento di dialogo e collaborazione con le strutture territoriali del Sistema Confcommercio, con l’intento di rafforzare le sinergie tra il mondo sportivo, l’impresa e il sistema confederale.
Un’occasione significativa per promuovere una visione integrata e sostenibile che metta al centro lo sport come motore di crescita, innovazione e inclusione.
Dumping contrattuale nello sport: servono misure urgenti per difendere lavoratori e imprese virtuose
Comunicato Stampa – 1 ottobre 2025
Confcommercio lancia l’allarme: “Il dumping contrattuale è una minaccia per il futuro del lavoro sportivo in Italia.”
Negli ultimi anni, questo fenomeno si è esteso in maniera preoccupante anche al comparto sportivo, compromettendo la qualità dell’occupazione, la concorrenza leale tra le organizzazioni e la sostenibilità del settore.
Di fronte alla crescente diffusione di contratti collettivi non rappresentativi, sottoscritti da sigle prive di reale legittimazione, la Confederazione ribadisce con forza l’urgenza di difendere il CCNL Sport come unico punto di riferimento per garantire condizioni di lavoro regolari, qualificate e dignitose. “Il dumping contrattuale non è solo un problema sindacale – dichiara il Presidente della Confederazione – ma un vulnus per la tenuta del sistema sportivo nazionale. Serve una risposta ferma, condivisa e istituzionale.”
Effetto dumping contrattuale: Cosa propone la Confederazione dello Sport
Il dumping contrattuale si verifica quando vengono applicati contratti firmati da soggetti privi di rappresentatività e caratterizzati da condizioni retributive e normative peggiorative rispetto al CCNL Sport, con una conseguente compressione dei diritti, della previdenza e del welfare. Tali pratiche generano effetti negativi a catena: i lavoratori si trovano penalizzati da salari bassi, minori tutele e precarietà; le organizzazioni virtuose subiscono i danni di una concorrenza sleale; l’intero sistema sportivo vede ridotta la propria credibilità e attrattività.
Per contrastare questa deriva, la Confederazione dello Sport propone un piano di interventi urgenti: criteri più rigorosi per individuare i soggetti legittimati a sottoscrivere contratti collettivi, maggiori controlli da parte degli enti preposti, sanzioni efficaci per le organizzazioni che non applicano contratti riconosciuti, una maggiore trasparenza attraverso la creazione di un registro pubblico dei contratti in vigore e una valorizzazione del CCNL Sport mediante aggiornamenti capaci di rispondere alle sfide dello sport contemporaneo, come la formazione, la digitalizzazione e la sostenibilità. Fondamentale, infine, è avviare un patto tra istituzioni e parti sociali che coinvolga Governo, Regioni, federazioni, sindacati e datori di lavoro, per una governance del lavoro sportivo sana e inclusiva.
La Confederazione dello Sport rivolge dunque un appello a tutto il comparto — lavoratori, dirigenti, associazioni ed enti pubblici — affinché si uniscano in una battaglia comune per difendere la legalità, la professionalità e la dignità del lavoro sportivo.
“Applicare il CCNL Sport non è una scelta opzionale, ma un atto di responsabilità verso il futuro dello sport italiano”.








